Fertility Coaching®

Avere un figlio non è per tutti la cosa più facile e naturale del mondo

Sempre più coppie devono rivolgersi a tecniche di fecondazione assistita e/o a interventi più o meno invasivi per risolvere problemi di infertilità. E’ questo un percorso a ostacoli in cui spesso ci si sente soli e senza speranze come donna e come coppia. Il coaching offre gli strumenti per mantenere l’atteggiamento positivo necessario ad accedere alle proprie migliori risorse in ogni momento, per affrontare con serenità e lucidità le prove che la difficoltà di concepire ti pone davanti.

Come tuo Fertility Coach sarò la tua guida nel rapportarti ai procedimenti di fecondazione assistita e alle emozioni che si accompagnano a questo percorso.

Lo stress è spesso una barriera quando si cerca di rimanere incinte e posso capire quello che stai affrontando non solo perchè sono un trainer di Programmazione Neuro Linguistica ma perché io stessa ho dovuto confrontarmi con la difficoltà di concepire.

Mio figlio Daniel è arrivato dopo ben 5 anni di ricerca.

Il Fertility Coaching® non può garantire una gravidanza ma certamente insegna a diminuire lo stress, a godere della vita anche durante il percorso e a migliorare la relazione di coppia con il risultato di rendere il tuo viaggio molto più semplice. La tua clinica per la fertilità si occuperà della parte medica e il tuo coach della parte emozionale, mentale e spirituale trovando soluzioni pratiche per vivere al meglio questo cammino e senza concentrarsi sugli aspetti negativi. Sia uomo che donna soffrono in questa situazione e posso aiutare entrambi in coaching separate.

Non siete soli in questo viaggio che, se affrontato nella maniera giusta, può rivelarsi una grande esperienza di vita e, come è successo a me…portarvi il vostro bebè!

 

In qualità di tua “allenatrice” mentale, mi impegno a:

 

-farti conoscere tutte le tecniche mentali che possono essere utili al raggiungimento del tuo obiettivo

-credere profondamente e senza riserve nella tua capacità di riuscire a raggiungere l’obiettivo, qualunque esso sia

-agire sempre e solo in maniera eticamente corretta e nel tuo interesse

Le coaching si svolgono di persona presso la mia sede di Milano oppure via Skype.

Tra una coaching e l’altra potremo sentirci al bisogno tramite sms o whatsapp o email (anche quotidianamente se ne sentirai la necessità).

 

Primo colloquio informativo e introduttivo gratuito.

Quota della coaching singola 60,00 euro

Pack di 5 incontri, quota scontata 240,00 euro invece di 300,00 euro

 

Chiama o scrivi subito per prenotare l' incontro conoscitivo gratuito nel quale mi racconterai quale percorso stai facendo e decideremo assieme come posso aiutarti a renderlo splendido!

 tel 3926206554

email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

 

 

 

Articolo su Donna Moderna 22/3/2017

IO, COACH PER LE DONNE CHE CERCANO UN FIGLIO

Di Valeria Colavecchio

Quando ho conosciuto mio marito, sette anni fa, la prima cosa che ci ha unito è stato il desiderio di un figlio. Io avevo 36 anni, lui 35, e abbiamo cominciato subito a provarci, con l'entusiasmo e l'incoscienza che hai quando senti che stai per realizzare un sogno. O almeno così credevamo. In realtà, è stato l'inizio di lungo viaggio che mi ha portato non solo a diventare mamma, ma una persona nuova, a livello lavorativo e personale. Al tempo ero manager in una grande azienda, ma ho  capito presto che la mia passione per le tecniche di empowerment e per lo sviluppo delle risorse personali potevano essere decisive anche in una sfida così intima. Non solo per me, ma anche per le altre donne. E' stato vivere in prima persona questa prova, che mi ha portato a scegliere di diventare fertility coach.

Passati alcuni mesi di tentativi a vuoto, la preoccupazione cominciava a farsi strada. Dagli esami non emergeva nessuna grave anomalia, ma l'età non giocava a mio favore... Ho cominciato a provare i rimedi fai-da-te più disparati: dal calcolo dei giorni fertili, al sesso acrobatico per favorire il concepimento, al gel per aumentare la fertilità... sono anche andata a Napoli, a sedermi sulla sedia di Santa Francesca, la sedia della fecondità! Che “mazzata” quel giorno del 2012 quando l'andrologo ci ha detto di rivolgerci a un centro per la procreazione assistita! E' un momento delicatissimo in cui rischi che il senso di inadeguatezza prenda il sopravvento e di non sentirti neanche più veramente una “donna”. E' stato allora che ho cominciato a capire l'importanza di un sostegno ad hoc, diverso dalle figure professionali tradizionali presenti in ospedale. A differenza della psicoterapia, che si sofferma a sviscerare stati d'animo ed eventi passati, il coaching infatti si concentra sul “qui e ora” e punta a ricostruire un atteggiamento positivo e a combattere lo sconforto attraverso soluzioni ed esercizi pratici. Così ho deciso di affrontare l'infertilità come una sfida: un limite sì, ma che avrei superato. Avevo anche una cartellina su pc: “Progetto bambino” con i numeri da chiamare, gli orari, le prenotazioni delle visite, gli esami e mi ci sono applicata con passione, costanza e determinazione.

Il pericolo più grande, però, è che il tuo sogno si trasformi in ossessione. In due anni ho affrontato 5 cicli di PMA e  ho avuto due aborti. Ogni mese, tra iniezioni, ormoni e trattamenti, vivevo la stessa altalena di speranza e delusione: l'ottimismo dei primi giorni, l'ansia speranzosa con cui andavo a caccia di segnali rivelatori e la disillusione finale. Solo chi ci è passato sa cosa significa: non riesci più a pensare ad altro, ti senti incompresa, e anche il sesso diventa un campo minato. Io ero sempre lì con gli “stick” a controllare l'ovulazione per cogliere il momento giusto, mentre Tiziano, mio marito, mal sopportava il sesso col “timer”... E' un altro aspetto importante che affronto inseme alle mie clienti: le strategie per impedire che tutta la tua vita giri intorno a come rimanere incinta.

Personalmente ad insegnarmi a non farmi travolgere e a dare spazio alla vita di coppia è stato un evento molto difficile: il mio primo aborto. Avevo appena concluso il primo trattamento e “boom” ero subito rimasta incinta. Ero così orgogliosa di me, del mio pensare positivo, della mia determinazione... Ero totalmente impreparata all'interruzione di gravidanza. “E ora cosa faccio?” mi sono chiesta. Secondo il metodo che seguo nelle mie sedute, la Programmazione neurolinguistica, per non essere sopraffatti dai sentimenti negativi bisogna cambiare prospettiva. E per riuscire a farlo ci vuole un “piano” sia emotivo che pratico. In questa nuova ottica quello non era un “flop”, ma un passo importante sulla strada giusta. E così per festeggiare quel primo risultato e ricaricare le batterie ho deciso di partire con mio marito per una vacanza negli States. 

Spesso però i rapporti più complicati sono quelli con gli amici e i familiari: la frustrazione può portare ad isolarsi, soprattutto verso le coppie che hanno già dei figli. Un sentimento di invidia e solitudine molto doloroso e che si trasforma in un vero circolo vizioso, perché secondo molti studi scientifici, lo stress contribuisce alle difficoltà di concepire. Una tecnica utilissima della PNL a cui ricorro in questi casi è la legge di attrazione: serve a proiettarsi verso nuovi obiettivi con l'aspettativa di riuscire a realizzarli. Insomma, se desideri davvero qualcosa devi comportarti come se ce l'avessi già.  Io ad esempio, nella lunga attesa per avere Daniel mi esercitavo nel panni di baby sitter dei bimbi delle mie amiche: sperimenti emozioni positive, rafforzi la motivazione e in quei momenti,  ti senti già un po' mamma.

Quando ho capito che ce l'avrei fatta? Può sembrare strano, ma è stato nel 2014, al mio secondo aborto, forse la prova più dura che ho affrontato. Ero rimasta incinta naturalmente e mi sembrava un vero miracolo. Eppure ancora una volta, dopo solo qualche giorno, il mio bambino non c'era più. E' difficile da capire se non hai esperienza con la procreazione assistita, ma si tratta di un vero e proprio lutto. Ho passato il giorno chiusa in casa e quando sono uscita, con Tiziano, abbiamo comprato, un paio di infradito: numero 23, per il nostro bambino che sarebbe arrivato presto. Allora ho capito che la nostra fiducia era più forte di qualunque dolore. Ho percorso questa strada due volte, prima da donna e poi da coach, e posso dire che chi soffre di infertilità combatte sempre con le stesse questioni: l'autostima, la fiducia in se stesse e la necessità di ricostruire un senso di speranza verso la vita in generale. L'obiettivo del feritility coaching non è solo quello di aumentare le chance di concepimento: certo quando le persone si sentono più in controllo gli ormoni cominciano a riequilibrarsi e il corpo funziona meglio. Ma la conquista più importante è mantenere il senso di chi si è. La gravidanza è una cosa magnifica, ma se rimani incinta e hai perso te stessa, è tutto inutile.

Solo qualche settimana dopo ho concluso il mio quinto ciclo di fecondazione assistita. Non ce la facevo neanche ad aprire la busta degli esami. L'ha fatto lui: “Siamo incinti!” ha urlato. Era Daniel. Quella sera siamo usciti a cena a festeggiare, con un unico limite: non bere.

Articolo su Gioia 2/3/2017

QUI CI VUOLE UNA COACH

Di Silvia Novelli

Quando una donna cerca un figlio che non arriva o intraprende un percorso di fecondazione assistita si trova a vivere su un’altalena di speranze e delusioni che può andare avanti anche per anni, tra appuntamenti da prendere, liste di attesa, rigidi protocolli da seguire, spese da sostenere, permessi da chiedere sul lavoro. Se un primo tentativo non va a buon fine cominciano i dubbi: il centro che mi sta seguendo è quello giusto per me? Il ginecologo che ho scelto è aggiornato su tutte le tecniche possibili? In Italia circa il 40% delle coppie che si rivolge alla PMA (procreazione medicalmente assistita) abbandona dopo un solo tentativo fallito, quando invece va bene in mediaun trattamento su quattro: un adeguato sostegno permette di reggere meglio lo stress e di non arrendersi troppo presto.

Per questo Lucia Femio, coach, ha deciso di specializzarsi nell’aiutare le donne in questo delicato percorso, dopo averlo vissuto lei stessa per 5 anni, fino alla nascita di suo figlio Daniel: «Mi sono resa conto che mancava in Italia una figura in grado di dare questo tipo di supporto: negli psicologi o nei counselor ai quali ho chiesto aiuto durante la mia ricerca di un figlio ho trovato una forte mancanza di empatia. Loro non sapevano veramente cosa stavo passando perché non l’avevano provato. Così nel 2014 ho creato Fertility Coaching Italia®».

Tra i destinatari di questo tipo di coaching ci sono coppie in cerca di un figlio da più di sei mesi, coppie che hanno subito aborti o che fanno fecondazione assistita. Il coaching può essere affrontato sia dalla donna che dall’uomo, purché in sessioni separate. Marzia, 47 anni, sta facendo un percorso di Fertility Coaching mentre è in cerca di un figlio con stimolazione ormonale: «Quando ho fatto la prima visita al centro di fecondazione assistita ne sono uscita a brandelli: inizialmente mi avevano proposto l’ovodonazione, che in italia non c’è, lasciandomi con dei numeri telefonici di riferimento. Mi sono sentita demoralizzata e spaesata, nonostante sia io stessa un medico. Nel Fertility Coaching ho trovato una concretezza che non avevo trovato altrove». 

La Fertility Coach è una guida che ha già vissuto determinate esperienze e proprio per questo è in grado di aiutare a trovare la via più breve per arrivare all’obiettivo, definendo un piano per raggiungerlo. Il punto di partenza è vedere la ricerca di un figlio come un progetto da perseguire mentre il resto della vita continua.

Il primo incontro con Lucia (che può avvenire anche via Skype), è gratuito e permette di definire una strategia. Gli incontri successivi hanno un costo di 60 euro, con possibilità di acquistare un pacchetto base di 5 incontri al costo di 240.

Per contattarla: www.luciafemio.it

 

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tel. 3926206554